domenica 5 aprile 2020

MALOREDDUS ALLA CAMPIDANESE


Quando ero ragazza ho vissuto alcuni anni in Sardegna per motivi di studio lasciandoci un pezzo di cuore. Ogni tanto mi piace ricordare quei tempi cucinando alcuni degli ottimi piatti tradizionali di questa splendida terra.
Questa è la prima ricetta che ho cucinato i primi giorni che mi ero stabilita nell' appartamento in cui ho abitato il primo anno, mi è stata insegnata dal macellaio che avevo a fianco a casa al quale avevo chiesto consigli su un piatto semplice della tradizione.  Quando lo cucino ritorno col pensiero a quei tempi e alla meraviglia di quei luoghi. Ed è un'ottima scusa anche per mangiare un piatto semplice e squisito.

MALOREDDUS ALLA CAMPIDANESE
Costo: economico
Tempi: medi
Difficoltà: facile
Ingredienti: 1 Cipolla, 1 confezione di salsiccia, 1 bottiglia di passata di pomodoro, olio, sale, maloreddus (gnocchetti sardi), pecorino (facoltativo)

Mettete in una pentola di dimensioni medio/piccole dell'olio e soffriggete la cipolla, unite la salsiccia spellata a pezzetti e fatela cuocere facendo asciugare l'acqua che emetterà. A questo punto aggiungete la passata di pomodoro, ripulite bene la bottiglia mettendo un po'di acqua e agitando bene e versatela poi nel sugo, salate e lasciate cuocere a fuoco lento finchè il sugo non si sarà un po' addensato.
Nel frattempo portate a bollore dell'acqua, salatela e fate cuocere i maloreddus. Scolateli, conditeli con il sugo e cospargete di pecorino (facoltativo).

venerdì 3 aprile 2020

RISOTTO AI GETTI DI LUPPOLO


Del luppolo ho parlato qui .
Siccome in giardino a suo tempo ho piantato due  piante di luppolo (un maschio e una femmina) non ho dovuto violare la quarantena per procurarmelo... questo in risposta a chi mi chiede come mai ho piantato diverse piante selvatiche ad uso alimentare nel giardino: per averle sempre a portata di mano... e perchè tutto sommato hanno la loro bellezza 😊.

RISOTTO AI GETTI DI LUPPOLO
Costo: economico
Tempi: medi
Difficoltà: facile
Ingredienti: due mazzi di getti di luppolo, 400g di riso, olio, cipolla, brodo vegetale, parmigiano gratuggiato

Lavate e fate bollire i getti del luppolo. Scolateli e preparate il risotto mettendo la cipolla a soffriggere in una padella ampia (io uso il wok). Quando si è leggermente imbiondita aggiungete il risoe mescolate per un paio di minuti. Aggiungete un po'di brodo e procedete come per un qualsiasi risotto (aggiungendo brodo bollente man mano fino ad arrivare a cottura). Quando il risotto è pronto spegnete il fuoco, aggiungete il luppolo e mantecate con parmigiano a piacere.

FRITTATA DI CIPOLLE


Ero indecisa se pubblicare questa ricetta, perchè è di una banalità assoluta, però voglio vedere questo spazio anche come un modo per dare spunti su cosa cucinare velocemente e con ingredienti che è difficile che in casa manchino. E perchè anche chi non ha molta dimestichezza con la cucina possa provare a cimentarsi con qualcosa di semplice e che dia comunque soddisfazione. D'altronde anche la salita alle grandi vette inizia dalla base della montagna...
Io uso il coperchio per cuocerla perchè in cucina come nella vita detesto girare le frittate (come detesto chi le gira... conosco campioni assoluti di questo sport 😠). Per fare questo bisogna avere una padella con un ottimo fondo antiaderente oppure ungere molto bene il fondo... e fare attenzione che il "sotto" della frittata non bruci tenendolo ben controllato.

FRITTATA DI CIPOLLE 
Costo: economica
Tempi: veloce
Difficoltà: facile
Ingredienti: una cipolla per persona, 2 uova per persona, olio, sale , pepe

Tagliate la cipolla a fette. Mettetela in una padella larga ben unta di olio e con un po' d'acqua (non deve soffriggere). Quando la cipolla è morbida aggiungete le uova sbattute velocemente con un po' di sale. Cospargete di pepe e mettete un coperchio. Proseguite la cottura su fornello grande a fiamma bassa finchè la parte superiore non si è ben rappresa. Controllate che la parte a contatto con la pentola non bruci. Si può servire sia calda che fredda

giovedì 2 aprile 2020

CRACKERS NUOVI GUSTI


Oggi con l'esubero di lievito madre ho preparato i crackers (di cui trovate la ricetta qui: crackers con esubero di pms) variando il "condimento".
Ai gusti della volta scorsa ho aggiunto: crackers alla parica dolce, crackers alla parica hot e crackers alla curcuma.


CRACKERS ALLA CURCUMA
Ho steso l'impasto molto sottile, ho spennellato uniformemente la superficie con un'emulsione di olio, acqua (poca), curcuma e sale e ho proceduto ad infornarli
  

CRACKERS ALLA PARICA (DOLCE E HOT)
Ho steso l'impasto sottile, ho cosparso di sale e paprica (una sfoglia dolce e una hot) e ho steso nuovamente la sfoglia. Ho infornato come di consueto
 

DADO DI VERDURE BIMBY


Come avere un dado di verdure, buono, su misura, comodo e sano con pochissima spesa e ottimi ingredienti.
Può essere preparato con il Bimby con poca fatica, oppure se ne può fare a meno senza per questo complicarsi troppo la vita. Io segno la ricetta originale, poi di volta in volta mi regolo con quello che ho a disposizione. Diciamo che gli elementi assolutamente indispensabili sono i funghi secchi e il parmigiano gratuggiato perchè sono una fonte naturale di glutammato, che è un esaltatore di sapidità (fa risaltare i sapori), che nei dadi in commercio viene aggiunto come adittivo. Ma ora dovrete sorbirvi l'angolo del "forse non tutti sanno che" 😜: in occidente solitamente quando si parla di gusti li dividiamo in quattro sensazioni (dolce, salato, aspro, amaro), i giapponesi definiscono un quinto gusto che è detto umami, che altro non è che il gusto sapido dato dal glutammato. Nell'industria alimentare questo è molto usato perchè invoglia a mangiare cibi che senza avrebbero poco sapore. Ecco, il buon sapore di brodo è dato soprattutto da questo elemento che noi introdurremo in modo naturale. Anche carote, sedano e cipolla sono piuttosto importanti, gli altri ingredienti possono essere variati e sostituiti, cercando di mantenere le proporzioni con il sale.
Quando ho fatto la spesa l'ultima volta non ho trovato il sedano e l'ho sostituito con delle foglie di sedano che avevo essiccato questa estate, e ho benedetto la mia mania di cercare di non buttare nulla. Ho utilizzato una manciata di foglie secche e devo dire che non si nota la differenza.


DADO DI VERDURE RICETTA CON BIMBY
Costo: economico
Tempi: abbastanza veloce
Difficoltà: facile
Ingredienti: 200g di sedano, 2 carote, 1 cipolla, 1 pomodorino, 1 zucchina, 2 spicchi di aglio, 1 manciata di funghi secchi, 30g di vino bianco, 1 foglia di alloro, basilico, salvia, rosmarino, prezzemolo, 1 cucchiaio di olio, 200g di sale grosso, 50g di parmigiano.
Tritate tutte le verdure a velocità 4 per 20 secondi. Aggiungete sale, olio, vino e lasciate cuocere 20 minuti a 100 gradi velocità 2. Aggiungete il parmigiano e portate a velocità 3 qualche secondo. Omogeneizzate tutto a velocità turbo per 1 minuto. Invasate e tenete in frigorifero. Si mantiene per oltre 6 mesi.

DADO DI VERDURE RICETTA SENZA BIMBY
Tritate le verdure in un tritatutto. in una padella capiente aggiungete l'olio, aggiungete le verdure e lasciatele cuocere un paio di minuti. Sfumate con il vino, aggiungete il sale e continuate la cottura per una ventina di minuti. Mettete il tutto in un tritatutto o un frullatore, aggiungete il parmigiano e frullate il più finemente possibile. Invasate e tenete in frigorifero.

mercoledì 1 aprile 2020

AREA DI CONTAGIO di RICHARD PRESTON


Esattamente un mese fa ho parlato in queste pagine di "Spillover". Questo è il libro che ha ispirato David Quammen  ad approfondire il tema dei virus e dei cacciatori di virus.
Lo avevo avuto in scambio su Bookmooch (un social in cui si scambiano libri tra gli iscritti e di cui parlerò sicuramente in futuro) diversi anni fa ed era stato un vero colpo di fortuna perchè era un tema che volevo assolutamente approfondire. Poi come spesso accade arrivano nuovi libri e il tutto si accumula in un'enorme pila di desideri. Così è rimasto nella sezione "Libri da leggere assolutamente" per un paio di anni abbondanti. Settimana scorsa ho sentito la necessità di prenderlo in mano e vedere se c'erano alcune risposte a dubbi che la recente pandemia mi ha scatenato.
Credevo fosse un libro che parlava di un virus "scappato" da qualche laboratorio e invece si è rivelato forse ancora più inquietante.
Narra di una storia vera descritta quasi come fosse un romanzo: grazie alle numerose interviste che Preston ha fatto ai vari personaggi e/o a chi li ha conosciuti riesce a descrivere minuziosamente i particolari della loro giornata e di tutte le vicende che si sono susseguite. La lettura è davvero avvincente e si imparano notizie molto interessanti sui virus, sui laboratori che li studiano e sui meccanismi che dovrebbero essere messi in atto per contenere un'eventuale pandemia.
Leggendolo si capisce che quello che stiamo vivendo oggi poteva già essere vissuto in passato più e più volte e che se non è accaduto non è per la bravura di qualcuno, ma per pura fortuna.
I virus di cui si parla in questo caso appartengono alla famiglia dei filovirus ed in particolare descrive ciò che si conosceva fino al momento della pubblicazione del libro sul virus Marburg e sui virus responsabili delle diverse varietà conosciute di Ebola. Parte dal racconto di un contagio avvenuto nel 1980 in Africa,  si sposta sul primo caso conosciuto di Ebola nel 1976 , ci ricorda che un virus simile ad Ebola, Marburg, ad un certo punto ha mietuto vittime nel cuore dell'Europa nel 1967 e tra percorsi avvincenti e tortuosi descrive le varie epidemie di Ebola, di come agisce il virus e di come si sia cercato di contrastarlo. Tutta la seconda parte è dedicata ad un "incidente" avvenuto negli Stati Uniti nel 1989 e che avrebbe potuto gettare il mondo intero nel panico, forse in modo ancora peggiore di quello che sta avvenendo oggi. Non voglio togliere il piacere della lettura a chi, incuriosito, vorrà affrontarla, quindi non entrerò nei dettagli (se non avvisare che la prima parte del libro non è adatta a stomaci deboli, vi sono descrizioni piuttosto cruente)... voglio solo dire che la sottovalutazione del rischio che comportano i virus e la faciloneria con cui non si adottano restrizioni e contenimenti può avere esiti fatali. E purtroppo, come stiamo vedendo in quest'ultimo periodo, non sempre la fortuna arriva in soccorso. Forse sarebbe utile avere protocolli rigidi ed accertarsi che ognuno vi si attenga, ma temo che l'essere umano sia incapace di imparare dai propri errori.
 

Voglio concludere citando un brano del libro che trovo illuminante, nella speranza che in futuro su questa cosa si possa riflettere per migliorare il nostro approccio verso le tematiche ambientali senza sentirci i signori indiscussi del mondo.

"La comparsa dell'AIDS, di Ebola e di chissà quanti altri agenti scaturiti dalla foresta pluviale sembra essere una naturale conseguenza della distruzione della biosfera tropicale. Sono virus, questi, che emergono da zone ecologicamente disastrate del pianeta. Molti di loro provengono dai margini erosi della foresta pluviale tropicale, oppure dalla savana dove gli insediamenti umani stanno rapidamente aumentando. Le foreste tropicali sono i più ricchi serbatoi di vita del nostro pianeta, perchè contengono la maggior parte delle specie animali e vegetali del mondo. Al tempo stesso, costituiscono i maggiori serbatoi di virus, dato che tutte le cose viventi ospitano virus. Quando questi escono da un ecosistema, tendono a diffondersi ad ondate successive nella popolazione umana [...]
In un certo senso, si può dire che la terra stia creando una risposta immunitaria alla razza umana. Comincia cioè a reagire al parassita umano, al cemento che invade il pianeta, alla cancerogena iperdensità abitativa delle città europee, giapponesi e statunitensi, sature di primati che si moltiplicano, agli insediamenti che crescono e si espandono minacciando di travolgere la biosfera con estinzioni di massa. [...] La natura ha metodi molto interessanti per ripristinare il proprio equilibrio. La foresta pluviale ha le sue difese. Il sistema immunitario della terra, per così dire, "vede" la presenza della specie umana e comincia a svolgere la propria funzione. La terra sta cercando di liberarsi dall'infezione causata dal parassita umano [...] Un virus killer in grado di viaggiare nell'aria potrebbe diffondersi in tutto il mondo nel giro di poche settimane o pochi mesi, e allora non ci sarebbe nemmeno la speranza di mettere appunto un vaccino. [...]. Nessun problema pensavo quel pomeriggio. Naturalmente starò benissimo. Staremo tutti benissimo. Andrà tutto bene."

Questo nel lontano 1994, ne abbiamo avuto di tempo per cambiare le cose e prepararci...
 

CAVOLO CAPPUCCIO AL FORNO


Ricetta insolita che mi è stata descritta alcuni anni fa da un'amica. Sono andata un po' a memeoria e un po' ad occhio e croce. Non ho idea se la cucino esattamente come la prepara lei, a volte si prende spunto dal racconto di altri per arricchire di nuove idee il proprio menu e ne esce un piatto completamente inedito. Ad ogni modo è veloce, sano e buono... quindi missione compiuta!

  

CAVOLO CAPPUCCIO AL FORNO
Costo: economico
Tempi: veloce
Difficoltà: facile
Ingredienti: mezzo cavolo cappuccio, aceto balsamico, olio, fette di ementhal
Tagliate il cavolo cappuccio a fette alte più o meno mezzo centimetro. Mettetele in una pirofila con un po'di olio. Cospargete con aceto balsamico e poi con le fette di ementhal. Infornate a 180 gradi finchè il formaggio si è sciolto ed inizia a colorirsi. Servite caldo.