sabato 11 luglio 2020

LE TIGRI DELLE NEVI


Altra lettura che parla di conquiste delle grandi vette dell'Himalaya. Con questa afa si immaginano volentieri paesaggi innevati 😜.

Il libro ripercorre la storia e l'evoluzione degli sherpa nell'alpinismo, dapprima uomini semplici che poi sono diventati portatori ed in fine addirittura guide esperte sulle imponenti montagne himalayane. Molti di loro hanno perso la vita, più o meno consapevolmente, nelle imprese di cui noi conosciamo per lo più solo i nomi degli occidentali che facevano parte delle spedizioni più famose. Una delle poche eccezioni Tenzing, primo conquistatore dell'Everest. Il libro mostra per la prima volta il punto di vista degli sherpa, ed è sempre bello vedere il mondo con occhi diversi e lontani dalla propria cultura. 
Spettacolari e talvolta tragiche le imprese, ho scorso le pagine partecipe (quasi esultando nel momento della conquista dell'Everest) ed incuriosita dagli aneddoti, dalle brevi spiegazioni tecniche o scientifiche e dalle divagazioni sulla cultura di queste popolazioni.
Era un libro dal quale non mi aspettavo molto ed invece è stato ottimo, come dimostra il fatto che in ogni pagina ho sottolineato più punti e scritto diverse annotazioni. Purtroppo dell'autore in Italia è stato tradotto solo un altro testo (sul Vienam), vedrò di procurarmelo e leggerlo.

venerdì 10 luglio 2020

SCOMPARSI SULL'EVEREST



Estate, tempo di letture. 
Vorrei segnalare in queste pagine alcuni libri interessanti ed insoliti sperando di invogliare qualcuno  a leggere qualcosa di diverso dai soliti bestseller e polpettoni da ombrellone, non che abbia qualcosa in contrario, visto che i gusti sono gusti... ma giusto per aprire orizzonti nuovi. Come dice Haruki Murakami: "Se leggi soltanto quello che leggono tutti, puoi solo pensare quello che pensano gli altri". 😉

Libro meraviglioso, bevuto in 3 serate... passate pure cercando in internet immagini, filmati, descrizioni, conferme... Per me che detesto il freddo, ho la nausea anche solo guardando fotografie di strapiombi e mi paralizzo in sentieri stretti vicino a pendii elevati è l'unico modo per immaginare luoghi magici (benché inospitali) e avventure in una natura così estrema. Posso soddisfare il mio amore per la montagna, ma stando comodamente al calduccio e al sicuro sotto una trapunta. Ho viaggiato con l'immaginazione grazie alle ottime descrizioni dell'autore e un po' di ausilio esterno con il contributo della tecnologia. Il libro presenta infatti un'unica pecca: il materiale di supporto (fotografie e cartine) è scarso, poco soddisfacente e pure poco nitido, così mi sono presa la briga di cercare fotografie e filmati inerenti le descrizioni in internet. Per il resto invece solo pregi: descrizioni perfette, resa degli stati d'animo verosimile, ricostruzione dei fatti accurata, numerose ipotesi plausibili, ricco di approfondimenti, aneddoti, spiegazioni tecniche e storiche riguardanti un pezzo di storia dell'alpinismo, ma anche della cartografia e dei rapporti politici tra gli stati dell'epoca. Raramente trovo libri capaci di stuzzicare curiosità, fantasia e il piacere di pensare e ragionare . Durante la lettura mi sono posta mille interrogativi e spesso nelle pagine successive trovavo una risposta, e con grande piacere notavo che le risposte provvisorie che mi ero data trovavano conferma. Continuavo pure a chiedermi come fosse possibile affrontare un'avventura così estrema con i mezzi scarsi del lontano 1924, quando anche oggi con mille agevolazioni (percorsi già tracciati e talvolta attrezzati, migliori confort, abbigliamento e tecnologie incomparabilmente superiori...) è parecchio arduo. La risposta: con passione, incoscienza e tenacia. Ho trovato una certa poesia nel fatto che il corpo di Mallory (ritrovato nel 1999... qui un video del ritrovamento) viene descritto come un tutt' uno con la montagna, quasi una statua di marmo bianco inglobata nel gigante che era stato sogno ed ossessione per il cocciuto (e sbadato) scalatore. Di contro mi ha fatto una certa impressione scoprire che la montagna è praticamente un cimitero a cielo aperto cosa che ha lasciato senza risposte l'interrogativo che mi pongo  da sempre: come si può andare a rischiare la vita con tanta consapevolezza?

sabato 4 luglio 2020

TORTA STRUDEL


Torta veloce veloce e dal successo pressoché garantito. Questa l'ho realizzata per una festa in famiglia, quindi ho messo qualche decorazione,  ma è un dolce  che preparo spesso senza tanti fronzoli, anche perché viene ingurgitato in men che non si dica dal pargolame goloso ed è quasi un peccato perdere tempo nel decorarlo.
È stata un'invenzione (ma in realtà credo di aver scoperto l'acqua calda 😁) di alcuni anni fa: un giorno avevo mele in quantità,  pasta brisé rotonda e nessuna voglia di impastare... ma gran voglia di strudel. E così ho utilizzato il ripieno che utilizzo per lo strudel per farcire i due dischi di brisé.
Grande successo e da allora se devo preparare un dolce che implichi poco impegno scelgo questo. 


TORTA STRUDEL
Costo: economico
Tempi: veloce
Difficoltà: facile
Ingredienti: 2 dischi di pasta brisé, mezzo limone,  4 mele, una manciata di uvetta, 1 confezione di pinoli,  una manciata di noci, 3 o 4 cucchiai di zucchero,  una spolverata di cannella (o di un misto di zenzero, cannella, chiodi di garofano e noce moscata). Zucchero a velo facoltativo


Sbucciate le mele (ma io talvolta la buccia la lascio), togliete il torsolo e tagliatele a dadini.  Irroratele con il succo di limone, unite zucchero, uvetta, pinoli, noci sminuzzate schiacciandole tra le mani e le spezie. Mescolate il tutto, versatelo su un disco di pasta brisé lasciando un po' di distanza dai bordi. Sovrapponete il secondo disco di pasta e sigillate bene.
Infornate a 200 gradi per una trentina di minuti o finché la superficie non sarà dorata. Cospargete subito di zucchero a velo e se volete decorare a piacere. Le decorazioni in questo caso le ho fissate ripulendo dallo zucchero a velo il punto dove poggiano e mettendo un po' di glassa ottenuta mischiando zucchero a velo e acqua.


venerdì 3 luglio 2020

QUICHE LORRAINE CÉCILE


Tempo di scampagnate. Domenica sono andata a fare una passeggiata in montagna con delle persone a me care e dal loro zaino è spuntata questa delizia. Un'ottima idea per le gite e il pranzo fuori casa, da mettere nella schiscetta ... o più banalmente in un contenitore di plastica 😁.
La quiche lorraine è un piatto famosissimo della cucina francese, ma devo ammettere, con un po' di vergogna, che non l' avevo mai assaggiata prima che la condividesse con noi con la sua solita dolcezza  Cécile, la proprietaria dello zaino con sorpresa 🥰. Viste le sue origini francesi penso che per lei potrebbe essere l'equivalente della nostra insalata di riso: un piatto semplice,  abbastanza veloce da preparare e comodo da trasportare e quindi adatto per le gite, per me invece è stata una rivelazione e così mi sono fatta dare subito la ricetta e ho provato a replicarla.
Con le dosi mi sono regolata ad occhio... e a gusto.
PS. Mio figlio ha detto che è ottima la torta salata alla carbonara 😂.

QUICHE LORRAINE CÉCILE 
Costo: economica
Tempi: veloce
Difficoltà: facile
Ingredienti: un disco di pasta brisé, 160g di pancetta (io ho usato quella affumicata), 200g di panna (o latte se la si vuole più "leggera", 6 uova, una manciata di grana grattuggiato,  100g di formaggio tipo gruviera (io ho usato del branzi), olio, sale, pepe


Mettete in un pentolino antiaderente poco olio e la pancetta e fate rosolare. Sbattete le uova, unite la panna e mescolate. Aggiungete la pancetta, i formaggi, sale e pepe e mescolate nuovamente.  
Mettete in una tortiera rivestita di carta forno il disco di sfoglia.   Versate il composto all'interno e infornate a 200 gradi per una trentina di minuti o finché la superficie della torta e della sfoglia sarà dorata.  Si può servire sia calda che fredda.

giovedì 18 giugno 2020

TORTA SALATA DI ZUCCHINE


 Siano lodate le torte salate e sempre sian lodate! Si prestano egregiamente allo smaltimento (gustoso) 😀 di qualsiasi cibo, soprattuto vegetale, quando mancano idee sul suo utilizzo. Le varianti sono infinite e favoriscono anche  le combinazioni più azzardate, ma anche le più semplici con un trionfo pressochè assicurato.
Ora inizia il periodo delle zucchine e dell'eterna ed annosa domanda: "Che ne faccio?" . Una delle risposte più interessanti è questa ricetta.

  

TORTA SALATA DI ZUCCHINE
Costo: economica
Tempi: veloce
Difficoltà: facile
Ingredienti: 2 dischi di pasta sfoglia (o brisè), 800/900g di zucchine, 2 cucchiaini di pasta d'aglio (o 3 spicchi tritati), 50/100g di pancetta a cubetti (facoltativa), 2 uova, sesamo, olio, sale e pepe.
  
Grattugiate le zucchine con l'apposita grattugia a fori larghi. Fate saltare leggermente l'aglio e la pancetta in una padella con dell'olio. Unite le zucchine, salate, pepate e cuocete finchè le zucchine non avranno perso buona parte dell'acqua di vegetazione e saranno leggermente appassite.
 

 Unite l'uovo ed il parmigiano. Amalgamate bene e distribuite il composto su uno dei dischi di sfoglia appoggiato su carta da forno.
 

 Chiudete con il secondo disco sigillando bene i bordi. Spennellate leggermente di acqua e distribuite i semi di sesamo schiacciandoli leggermente per farli aderire.
Fate un foro centrale per lo sfiato dell'aria e infornate a 200 gradi fino a doratura (una trentina di minuti circa)
 

mercoledì 17 giugno 2020

LASAGNE AGLI ASPARAGI


 Questa ricetta mi è stata seganalata diversi anni fa da un'amica che a sua volta l'aveva trovata in uno dei libri di ricette di Benedetta Parodi. Alcune persone snobbano le ricette tratte da programmi televisivi o da libri scritti da personaggi dello spettacolo, secondo me invece sono una fonte inesauribile di idee, spunti e sperimentazioni.
Trovo questo piatto diverso dai soliti, delizioso e adatto anche per essere cucinato in occasione di feste e cene "importanti". Il "condimento" ho provato ad utilizzarlo per le crepes e anche in quel caso mi ha soddisfatta parecchio.
 

LASAGNE AGLI ASPARAGI
Costo: medio/basso (soprattutto se si trovano gli asparagi in offerta)
Tempi: medi
Difficoltà: facile
Ingredienti: 500g di lasagne fresche, 2 scalogni (o 1 cipolla), 2 mazzi di asparagi, burro, 2 burrate da 250g (si possono sostituire con la stessa quantità di mozzarella... ma consiglierei la burrata), 160g di grana gratuggiato, olio, sale e pepe

Lessate gli asparagi in acqua salata e CONSERVATE l'acqua di cottura.  Tritateli grossolanamente  e passateli al setaccio (per togliere le parti fibrose dei gambi). Fare saltare in padella la crema ottenuta con scalogno a fette e burro. Mettete tutto nel bimby (o in un frullatore), unite la burrata, sale e pepe e frullate aggiungendo man mano dell'acqua di cottura per ottenere una crema di consistenza piuttosto liquida.  


Oliate leggermente una teglia ed iniziate a comporre le lasagne a starati: uno strato di pasta, uno strato di crema di asparagi, una spolverata leggera di grana. Terminate con la crema ed abbondante grana gratuggiato. Se vi sembra un po'asciutta bagnate gli angoli con altra acqua di cottura (qui vi aiuterà l'esperienza) e infornate a 180 gradi per 30 minuti o finchè la superficie non sarà dorata.


 

lunedì 15 giugno 2020

Crauti


In questo periodo ci sono molti lavori da svolgere all'esterno (orto, giardino...) che si sommano alle solite incombenze domestiche e alle necessità dei figli, quindi mi trovo ad avere meno tempo per scrivere su queste pagine. Oggi, dopo 3 settimane di fermentazione, ho invasato i crauti e mi sono detta che sarebbe stato utile trovare un po'di tempo per descriverne la preparazione.
I cruti sono del semplice cavolo cappuccio fermentato, piatto tipico della cucina dei Paesi dell'Est.
La fermentazione lattica che subiscono naturalmente gli conferisce importanti proprietà nutrizionali. Negli ultimi anni si sta riscoprendo l'importanza dei fermentati come probiotici ed i crauti non fanno eccezione. Per averne i maggiori benefici vanno consumati crudi perchè le alte temperature uccidono i microrganismi che li hanno colonizzati e che sono i responsabili della fermentazione e delle proprietà benefiche. La loro presenza inibisce inoltre il proliferare di batteri dannosi o patogeni garantendo sicurezza (ad esempio non può svilupparsi il botulino) e conservabilità.

Personalmente li preparo nel modo più semplice possibile: cavolo e sale (e talvolta acqua), senza aggiungere aromi, questo perchè in passato quando ho provato ad aggiungere gli aromi della tradizione (ad esempio cumino) non ho ottenuto buoni risultati. Probabilmente ho commesso io qualche errore, ma non sapendo quale ho eliminato il problema alla radice 😉
 

CRAUTI
Costo: economici
Tempi: molto lunghi
Difficoltà: abbastanza facile
Ingredienti: Cavolo cappuccio, acqua, sale in quantità pari al 2,5/3% del peso della verdura e dell'acqua

Tagliare a striscioline il cavolo cappuccio tenendo presente che se si taglia finemente si avrà una fermentazione più rapida e verdure più tenere, se si taglia meno finemente le verdure saranno più croccanti, ma la fermentazione più lenta.
Pesare la verdura e aggiungere sale pari al  2,5/3% del peso. Per esempio per 1kg di cavolo serviranno dai 25 ai 30g di sale (1000x 2,5: 100 oppure1000x3:100). Con il tempo ognuno sceglierà la dose che gli permentte di ottenere i risultati che preferisce: abbondando con il sale si migliora la conservabilità, diminuendolo si ottiene un prodotto meno saporito. Conviene prepararne grosse quantità per diversi motivi: per ottimizzare il lavoro, per favorire la fermentazione, per pesare più facilmente il sale. 
Si mischia il tutto accuratamente e poi si mette a fermentare in un contenitore di materiale inerte e resistente al sale e all'acidità (vetro, plastica per alimenti, ceramica...)  facendo in modo di comprimere tutto con un peso che tenga le verdure sommerse e quindi in ambiente privo di ossigeno.
Il mio sogno è di poter acquistare un giorno un contenitore apposito (la crautaia) che però costa come mezzo rene. Al momento, dopo vari tentativi, mi trovo bene con i secchi di plastica per alimenti ed un piatto in ceramica.

 

 Metto il cavolo condito col sale in un secchio pulito, appoggio sopra un piatto che calzi quasi a pennello (sostituendolo con uno di dimensioni minori man mano si riduce il volume delle verdure) e poi schiaccio il tutto con un secondo secchio ben pulito anche esternamente pieno di acqua.
Per aiutare la produzione di liquido aggiungo alle verdure acqua nella quale aggiungo il 3% di sale (solito calcolo: per 1000g di acqua 30g di sale)

Lascio poi tutto in cucina a temperatura ambiente per tre settimane in attesa che fermenti.
 
 
 
Nelle foto sotto è visibile il risultato al termine del periodo di fermentazione.
Non devono svilupparsi muffe e cattivi odori (ci sarà solo un leggero profumo acido). Se si formasse della muffetta bianca va asportata e si prosegue nella fermentazione. In caso di cattivo odore o muffe nere significa che qualcosa è andato storto (solitamente un errore nel calcolo delle dosi di sale o la vedura che risale a galleggiare in superficie) ed il prodotto è da buttare.
In tanti anni mi è capitato solo una volta perchè avevo sbagliato a pesare il sale.

 

 

Finita la fermentazione invaso tutto nelle vaschette che recupero dopo aver mangaito le mozzarelle. Inizialemente utilizzavo vasetti di vetro con la capsula in metallo, ma ho abbandonato questo metodo perchè il sale e l'acidità del prodotto finivano col corrodere il tappo.
Con le vaschette riesco anche a creare una sorta di "sottovuoto" (riempiendoli fino all'orlo e schiacciando il centro del coperchio mentre lo chiudo) che permette ai crauti di conservarsi meglio grazie all'assenza di ossigeno (i batteri della fermentazione lattica sono batteri anaerobi).